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"Il Centro documentazione - MUSEO DEL CASTAGNO” nasce nel 2000 presso l’ospitale di San Giacomo di Zocca (MO). Un luogo non certo casuale, il monte di San Giacomo ed il suo ospitale hanno fatto la storia di queste terre, ed ancora oggi il castagneto qui custodito è uno dei più belli della zona. L’ospitale, che al pianoterra ha accolto il museo, ha origini antiche e lo si trova menzionato per la prima volta in un documento del 1186. La struttura era al tempo gestita da frati che si occupavano anche di dare alloggio ai pellegrini che attraversavano queste terre per raggiungere la città Santa, in periodo non certo privo di insidie e sacrifici per i viaggiatori. Le trasformazioni apportate all’edificio nel corso dei secoli sono state molteplici ed ancora oggi un occhio esperto può notare caratteristiche tipiche dei vari periodi, come il porticato settecentesco che protegge l’ingresso del museo. Il museo costituito da tre sale ripercorre la storia della castagna attraverso gli oggetti ad essa legati, descrivendo nelle due stanze laterali gli strumenti per la cura del castagneto e per la lavorazione dei prodotti; mentre nella sala centrale, una serie di pannelli, illustrano i caratteri di quest’albero, la sua distribuzione nazionale, europea e nel mondo, le malattie, gli innesti. Un angolo della sala è utilizzato per ricostruire l’habitat del castagneto “IL FANTACASTAGNETO”, con le piante, gli animali e le tracce. Qui i ragazzi possono “toccare con mano” gli animali e scoprirne le caratteristiche. Sempre nella sala centrale, per i ragazzi, un gioco didattico “Alla scoperta del castagneto” vuole stimolare nei ragazzi i sensi in 10 tappe. Premi per tutti in base alle risposte esatte. Per i più piccoli è possibile “rivivere” una favola nel mondo del castagneto. Tra gli strumenti raccolti al museo vi sono pezzi di rara bellezza e altissimo pregio come le due antiche e ormai famose “pile”o i vecchi “segoni” per la lavorazione dei tronchi,preziosi oggi come allora per la produzione di mobili di alta qualità e travi per le costruzioni. Un piccolo spazio è dedicato al castagno durante la seconda guerra mondiale con reperti bellici e documentazione inerente. Il Centro documentazione raccoglie testi, CD, DVD sul tema provenienti da tutta Italia e sono consultabili in loco. Il museo non si esaurisce all’interno delle sale ma esce dall’ospitale e si inoltra lungo un pianeggiante sentiero nel cuore dei castagneti di monte San Giacomo,qui il visitatore può toccare con mano ciò che di teorico ha scoperto grazie alla mostra fotografica, naturalmente facendo i conti col periodo stagionale e le condizioni meteorologiche. Il percorso esterno è attrezzato con cartelli informativi che illustrano, lungo le tredici tappe,le varie fasi della coltivazione del castagno ripercorrendo le attività da svolgere per la corretta manutenzione del castagneto e descrivendole varie fasi “di vita” di questo frutteto. Il “Museo aperto” si conclude all’interno di un impluvio molto particolare per questa latitudine dove ritroviamo un boschetto di betulle,albero tipico dei climi freddi, conservatosi qui dal periodo glaciale. Il bosco delle betulle attraversato da un sentiero ad anello e ricco di pannelli informativi è la degna conclusione della passeggiata,qui difatti possiamo ammirare una carrellata di specie arboree ed erbacee,tra le quali alcune rare e particolari,tipiche di questa fascia climatica. Il museo non esaurisce la sua funzione con attività volte a celebrare il passato e la storia di questo frutto,ma guarda avanti ed è impegnato come centro di documentazione a svolgere un’attività di ricerca per poter offrire ai produttori locali importanti informazioni e consigli per uno sviluppo futuro di questi frutteti, come l’organizzazione di corsi sull’innesto e la potatura. Notevole è l’attività svolta con le scuole, soprattutto in autunno legato anche alla raccolta delle castagne. |
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